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Valentina Polinori, musicista e cantautrice romana, l’abbiamo conosciuta con i suoi due album, “Mobili” (2017) e “Trasparenti”, quest’ultimo uscito il 21 febbraio 2020 con l’anticipazione di tre singoli: “Bosco”, “Lo Spazio” e “Lontani”. La nostra Claudia ha preparato alcune domande per lei, per promuovere il suo ultimissimo progetto.

Volevo farti i complimenti sulla scelta dei titoli e l’ordine che hanno all’interno dell’album. La maggior parte di essi creano una sensazione di spazialità estrema, di apertura verso l’esterno. Ti chiedo qual è la risposta più immediata, nel tuo presente, alla domanda “qual è la tua concezione di libertà”.

Credo sia molto difficile, soprattutto adesso parlare di libertà. Forse immediatamente mi viene in mente una libertà mentale, dai preconcetti e dai pregiudizi.

Sia in “Bosco” che in “Fa lo stesso” c’è il concetto di perdersi o perdere, con due accezioni differenti. Quanto ti ha spaventato perdere ciò che amavi, ad esempio, e quanto può affascinare l’idea di perdersi, per poi riprendere in modo più lucido la strada da percorrere?

Penso mi spaventi più di quanto mi affascina. Forse dobbiamo andare avanti anche quando ci sentiamo persi, credo sia l’unica soluzione. Anche relativamente all’idea di perdere qualcuno che si ama, anche lì, bisogna provare a non rifletterci troppo, a non agire sottomessi da questa paura ma avere fiducia e vivere il momento così come ci arriva.

Mi collego con la domanda precedente soffermandomi sulla canzone che ho molto amato: “Fa lo stesso”. Dici “perdersi è stato comunque un passo verso di te” e la trovo una frase che è mix tra inquietudine e ottimismo. Vorrei capirla meglio.

Fa lo stesso è una canzone che non ho mai spiegato a nessuno. La frase è corta ma contiene un bel peso emotivo. A volte può capitare di rendersi conto i essere persi per qualcuno che non è chiaramente la persona giusta per noi. Per quanto possa essere sbagliato, ho provato a vedere il lato positivo del provare dei sentimenti, del lasciarsi andare in assoluto, come se in qualche modo fosse positivo per noi stessi provare delle emozioni, a prescindere da quanto sia “giusta” la persona da cui sono suscitate.

Quanto è difficile negli ultimi tempi relazionarsi con gli altri e quanto fa paura essere sinceri?

Lo è, soprattutto il mondo dei social sponsorizza sempre più l’importanza di sbandierare “sincerità” ma non mi è chiaro fino in fondo se possa andar bene anche una sincerità non filtrata. Ho letto un articolo molto interessante su quanto si stia diffondendo sempre più la condivisione esclusiva di pensieri positivi e ottimismo, quindi sembra che l’altra parte della medaglia non trovi il suo posto, quando effettivamente esiste, in tutti. Sicuramente leggere di quanto sia giusto e importante rimanere positivi è bello e diffonde emozioni costruttive, allo stesso tempo questo porta come conseguenza il rischio di farci sentire inadeguati o non all’altezza di un mondo che accetta soltanto lo “Stay positive”.

In “Lontani” dici “forse non è la strada sbagliata, io sento proprio che manca l’uscita”. Quali sono state le difficoltà incontrate nel tuo percorso artistico? Quelle che ti facevano credere che non si potesse trovare una via d’uscita…

Non credo sia giusto pensare che ci sia una via di uscita, è riduttivo. Si tratta di un percorso e bisogna essere consapevoli delle difficoltà che ci sono e saranno sempre. Lo si sceglie per passione e quindi va bene così, non è sempre facile ma non si devono far troppi punti della situazione, solo procedere.

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