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La fase uno ci ha fatto scoprire molto di noi stessi. C’è chi si è reinventato pizzaiolo, lettore, maratoneta professionista.
Gli artisti, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno continuato a fare quello che gli riusciva meglio, esattamente come Giorgio Mannucci. Il suo brano “Ogni notte scoperta” è nato come divertissement, per poi evolversi in una bellissima canzone di tutto rispetto che evoca la tranquilla gioia della calma piatta.
Incuriositi, gli abbiamo fatto qualche domanda per voi. Buona lettura.

“Ogni notte scoperta” è nata dalla solitudine e della routine durante la quarantena. Tutto questo come ha influenzato (e sta influenzando) il tuo processo creativo?

Partendo dal fatto che artisticamente parlando mi trovo spesso a mio agio nelle situazioni più critiche, la fase uno della quarantena mi ha permesso sicuramente di scrivere questo brano. Era un po’ di tempo che cercavo le parole e le note giuste per esprimere questa nuova sensazione che stavo vivendo. Così, la sera di Pasqua, dopo aver passato tutta la giornata in piena solitudine, è nata la canzone.
Questo periodo sta influenzando il mio processo creativo sicuramente dal punto di vista tecnico. Sia “Ogni notte scoperta” come altri brani su cui sto lavorando, sono portati avanti in collaborazione con il mio produttore artistico Ale Bavo. Lui sta a Torino, io a Livorno. Ad aprile avremmo dovuto incontrarci per lavorare faccia a faccia, ma per ovvie ragioni abbiamo dovuto ripiegare ad una soluzione alternativa. Vedendo il risultato di “Ogni notte scoperta” sono piuttosto fiducioso nella resa anche delle altre canzoni.

Qual è la tua idea di solitudine?

La solitudine è diventata mia amica grazie a questo periodo. Prima della fase uno neanche la conoscevo più di tanto. E come me, molti altri.
Questa comoda reclusione forzata ci ha spinto tutti a guardarci di più allo specchio e a trovare un sistema per far pace con certi mostri che abitano dentro di noi.
La solitudine credo sia saper godere del silenzio di una stanza. Ricavarsi un tempo giusto e libero soltanto per sé. Leggere un libro, guardare un film oppure stare zitto e fissare fuori dai vetri di una finestra.
Credo inoltre che nella solitudine non sia obbligatorio sentirsi completamente soli. Credo sia fondamentale riuscire a mantenere ottimi rapporti con chi ci sta sempre vicino, chi ci ama, chi ci protegge, anche da lontano, anche quando siamo soli.

Quali altre idee e progetti hai in programma?

“Ogni notte scoperta” è stata la miccia che ha acceso nuovamente la fiamma. La mia ultima pubblicazione risaliva al novembre 2017, con il mio primo disco solista “Acquario” (sempre prodotto da Bavo). Dopo ciò sono partito in un tour di almeno 30 date a giro per lo stivale.
Avevo voglia di scrivere subito il nuovo disco, ma per colpa di varie situazioni mi sono dovuto fermare il più delle volte.
Attualmente sto lavorando con Ale Bavo su numerosi brani. Sono molto contento del lavoro che stiamo facendo e della produzione che sta nascendo. Non so ancora con precisione come e quando usciranno, ma farò di tutto per tenervi informati 🙂

Cosa ti aspetti musicalmente una volta finito questo periodo?

Vedo che professionisti del settore finalmente si stanno mettendo insieme in un’ottica di grande cooperazione.
Dobbiamo accendere il proiettore sull’attuale precaria situazione di tutto il mondo musicale. Devono accorgersene ai piani alti. Mi aspetto che il Governo inizi a dare un’attenzione speciale al nostro settore. Mi aspetto e me lo auguro soprattutto.

Cosa dovrebbe aspettarsi, invece, chi ti ascolta?

Mi auguro che chi mi ascolta riesca ad avvertire una schietta sincerità in quello che scrivo e dico. Ci tengo molto. Non mi piace scombinare la mia arte per fini commerciali, non mi piace nascondermi verso soluzioni musicali che deteriorino o semplifichino il mio punto di vista. Amo arrivare alla fine della stesura della canzone senza aver saltato nessun passaggio e nessun pensiero che ritenevo fondamentale prima di partire a scrivere.
Da quando è uscita “Ogni notte scoperta” ho ricevuto numerosi messaggi e ringraziamenti. La cosa mi ha inevitabilmente lusingato e fatto stare tanto bene. Spero che accadrà lo stesso anche con i prossimi brani.

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