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Passa dal Cassandra Fest la quinta tappa del tour estivo di Motta. Un tour che, per sua ammissione, non era inizialmente in programma. La voglia di continuare a suonare dal vivo e portare la propria musica in giro per l’Italia era però troppo forte, soprattutto dopo ciò che è successo nell’ultimo periodo. E allora tutti sul van, direzione Centobuchi. 

L’opening act della serata è affidato ad Emma Nolde, giovanissima artista toscana, tra le più liete sorprese musicali degli ultimi anni. Nel 2020 ha infatti pubblicato il suo primo album Terra Ferma, alla cui produzione è stato dato un notevole contributo proprio da Motta. Sul palco del Cassandra Fest emerge tutta la sua simpatia e soprattutto la sua versatilità. Emma Nolde è infatti una musicista multitasking: canta da dio, rappa, suona qualsiasi strumento le passi per le mani e addirittura si improvvisa Britney Spears in un’elegantissima versione di Toxic. Fa saltare tutti sulle note del suo energico pezzo Berlino, prima di passare il microfono al suo “fratellone” Motta. 

Dopo un piccolo break infatti il cantautore pisano arriva in piazza dell’Unità accompagnato dalla sua fedelissima band. Inizia a familiarizzare con il palco eseguendo i primi brani, pescando qua e là dagli ultimi 3 lavori pubblicati nell’arco dei suoi 5 anni da solista. Un palco che deve piacergli molto visto che lo abbandonerà dopo quasi due ore di grande musica, in cui performa nella più “mottiana” delle maniere. 

 

due ore di grande musica!

Nella sua esibizione ci sono infatti tutte le caratteristiche che più contraddistinguono il suo sound: dalle aperture orchestrali ai richiami folkloristici, dalle chitarre indie-rock all’elettronica fugace. E poi ovviamente non possono mancare i tamburi. Motta li percuote con energia, quasi a scucirne le pelli, voglioso di regalare al pubblico del Cassandra Fest una performance di alto livello. 

Dopo aver proposto i brani contenuti nel suo ultimo album Semplice e aver fatto cantare il pubblico sulle note dei suoi più importanti successi (La Fine dei Vent’Anni, La Nostra Ultima Canzone, Chissà Dove Sarai…), si lascia andare definitivamente, prendendo il Cassandra Fest dal collo con Roma Stasera. 

Campagne infinite di gente contenta, come recita il brano. È questa la sensazione che finalmente si torna a respirare ai concerti. Ma non è finita qui. Motta invita nuovamente Emma Nolde sul palco e insieme eseguono Quando guardiamo una Rosa, regalano al festival quello che forse è stato il momento più bello della serata. Un momento di abbraccio, di condivisione artistica, di rispetto, immortalato con i due artisti che cantano inginocchiati l’uno di fronte all’altro. E chissà se durante quel brano non sia spuntata una rosa sul palco del Cassandra Fest, che ci auguriamo possa continuare a regalare attimi del genere nelle sue future edizioni. 

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