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Ragazzina è il dodicesimo e ultimo brano de L’amore e la violenza, album dei Baustelle (2017) che lo stesso Bianconi, voce del gruppo e autore dei testi, descrive come un disco “oscenamente pop”.

È una canzone scritta da un padre che continua a vedere sua figlia come una ragazzina, appunto. Si sente incerto e forse non all’altezza del proprio ruolo. Infatti, mentre lui si pone domande esistenziali, tipo se il problema più importante del reame sia vivere o morire, sua figlia cammina accompagnata dai mostri, come in una favola che racconta delle paure e dei traumi della coscienza umana.

In questa favola, tutto è caratterizzato dalla fragilità: infatti, la ragazzina passeggia leggera, sulle sue gambe secche, tra coralli e delfini.

Anche il suo dolore è effimero come un fiore di tarassaco, che si dissolve e vola via trasportato dal vento di un soffio. È il dolore di una bambina bella come Biancaneve che percorre le strade sterrate del mondo e, lungo il percorso, affronta mille ostacoli da cui non sempre esce vittoriosa: cade e le sue ginocchia di sbucciano e iniziano a sanguinare, la bora le spettina i capelli e una vipera la fa inciampare.

Sono tutte prove della crudele realtà in cui è costretta a vivere, ma lei, soldatino dell’amore e della guerra, continua a combattere a fianco di suo padre che, in mezzo al diluvio, le offre riparo.

Il brano si conclude con dei versi che riprendono proprio una delle più famose canzoni di Natale, “Tu scendi dalle stelle”: il Re del Cielo è condannato a vivere in una grotta al freddo e al gelo, simbolo di un mondo di contraddizioni (tra Gesù Bambino e l’Uomo Nero) e che non sempre offre caldo riparo.

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