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Mi Ami 2022: umano, irrazionale, magico, animale.

È il motto della sedicesima edizione del Mi Ami, il festival della Musica Importante a Milano. La prima edizione di Mi Ami dopo tre anni, anche se l’organizzazione aveva comunque trovato un modo di mandare un segnale tra il 2020 e il 2021, realizzando una valida proposta di concerti, nonostante le enormi difficoltà che conosciamo.

Tornare al Magnolia, tornare in Collinetta, tornare a prendere la navetta, quanto ci era mancato tutto questo non so bene come dirlo a parole. Però adesso siamo qui, di nuovo, insieme. A pensarci, mi viene da piangere.

Quindi, dicevamo, Mi Ami 2022: umano, irrazionale, magico, animale.

Umano come l’inevitabile necessità di ritornare ad un festival dopo più di due anni da un qualsiasi evento pubblico senza mascherina, come l’emozione che ti prende se pensi che sono passati precisamente tre anni dall’ultima volta che sei statǝ all’Idroscalo.

Irrazionale come Pop X, Hello Mimmi o il Thru Collected, ma anche come un concerto di Alan Sorrenti nel 2022.

Magico come Venerus o Giorgio Poi.

Animale come Fuera, Smile, Giallorenzo e l’istinto da senso di liberazione di cui è stata intrisa ogni cosa, ogni sguardo, ogni nota, dal 27 al 29 maggio al Mi Ami 2022

Umano, irrazionale, magico, animale. Quattro aggettivi che rendono bene l'idea di quanto avvenuto al Mi Ami 2022

I primi due giorni del Mi Ami 2022 li ho passati senza prendere nota di nulla. Prima vivere, poi scrivere. Perdi dei dettagli, ma sei più concentrato. Ero talmente concentrato che non ho fatto neanche un video al live di Pop X, il venerdì sera, in Collinetta. E anche se non sono state eseguite “Io c’entro con i missili” e “Scopamigo” (con sdegno di Hello Mimmi, poi ci arriviamo) Panizza e gang hanno confermato quello che da circa un decennio sappiamo di loro: un concerto denso, una performance esilerante, una magia irrazionale e liberatoria, demenziale e divertente.

Se nel 2019 avevamo individuato nel dualismo tra PSICOLOGI e Luca Carboni l’essenza di quell’edizione del Mi Ami, l’analogia del 2022 potrebbe perfettamente reggere con protagonistз Hello Mimmi e Alan Sorrenti. Tra queste due polarità si colloca forse il Mi Ami 2022. Nel mezzo c’è tutto il resto, diceva un cantautore romano.

E tutto il resto è formato da alcune cose che solo al Mi Ami possono accadere.
Proviamo a citarne alcune, omettendone purtroppo molte altre.

Il compleanno di Turisti della Democrazia de Lo Stato Sociale, che suonano sia la canzone “che ci ha rovinato la vita” che quella che gliela ha salvata, a detta loro. Da quanto tempo non sentivi dal vivo Ladro di cuori col bruco? Ed è proprio per vedere dall’inizio il live del quintetto bolognese che ti perdi quasi completamente l’esibizione dei bnkr44. Siamo cambiatз e forse cresciutз, ma alcune cose restano uguali. Non credi?

Tutti Fenomeni che presenta il nuovo disco, appena uscito, tenendo il palco da professionista. Sulle canzoni non c’è molto da dire: sono semplicemente scritte bene, suonate bene, interpretate bene. Di quelle cose che fa bene avere, per andare a fare il mondo bello.

Nei pomeriggi ci sono le solite piacevoli scoperte ed è una delle cose più belle del Mi Ami. Cose che conosci già e hai già visto dal vivo alcune volte ma anche tante altre che forse non hai mai sentito nominare prima. Da cui non devi far altro che farti sorprendere.

La novità del Mi Ami 2022, il palco Rilegno, è poco dopo l’ingresso sulla sinistra, prima dell’entrata in Collinetta. I pomeriggi – ah sì il venerdì sul Palco Pertini Giorgio Poi ha fatto un concerto spledido – al Rilegno hanno una proposta variegata, non connotata per genere: Lil Jolie, Marco Fracasia, Nicolaj Serjotti, poi Giallorenzo, il sabato Kaze, Cecilia, BigMama che fa un feat. con Camilla Magli, Napoleone, Claudym e la festa elettronica di Elasi.

La domenica al Rilegno, oltre a molte cose stupende tipo Sleap-e e Baobab, c’è una delle proposte forse più fuori da quello che potresti aspettarti dal Mi Ami: la band torinese Smile – di cui abbiamo parlato qui qualche settimana fa per la playlist di Staradio COSETTE – presenta un semplice concerto rock’n’roll. Talmente semplice, a fuoco ed efficace, che forse è l’unico concerto rock’n’roll del Mi Ami 2022. E non puoi far altro che saltare.

Di sabato la Collinetta propone il collettivo hip pop del momento: direttamente dalla provincia toscana arrivano i bnkr44, di cui ti dovresti essere già accortǝ dal primo disco (44.DELUXE, 2020 – con Sabbia che è una canzone meravigliosa) ma metti caso che ancora no, sei ancora in tempo per ascoltare le due parti del secondo LP. Poi un’azzeccata line-up presenta sempre nella serata di sabato prima Gemello – con “Deadly Combination” finale – e aseguire un Ketama126 particolarmente non triste ma lucido.

Di domenica, in Collinetta, c’è Dutch Nazari  – finalmente con una band! da quanto lo tempo lo stavamo aspettando? Il nuovo disco è quello che deve essere un disco di Dutch Nazari: tappeti di synth, testi conscious, melodie pop.

Sembra che Deriansky e Alda abbiano spaccato, così come Marta Tenaglia, Novelo, L’Imperatrice, Nu Genea e tanti altri bei concerti. Ma non si può essere in due posti contemporaneamente, giusto?

E poi era da sette anni che non mi addormentavo al Mi Ami, stanchissimo e stremato, sul finire del terzo giorno di festival.

Uno dei momenti più inaspettati del venerdì è la gioia emanata dagli appena 20 minuti di pigiama party di Hello Mimmi. Artista romana, esponente dell’hyperpop nostrano, con intelligente ironia racconta un mondo ipertwee che si scatena in uno dei pochi poghi del primo giorno di Mi Ami 2022 (ne arriveranno altri invece nei giorni a seguire). Oltre ai primi brani già di culto, come “Sleepover” con la sua BFF questo è un vero sentimento Bunny from 20025xs – guardiamo le stelle mentre facciamo skin care – e “Cooking Mimmi” c’è anche spazio per un inedito, Forza Roma, canzone poi uscita il 3 giugno e contenuta nel primo disco di Hello Mimmi.

Il concerto di Alan Sorrenti è stato tenero e emotivo: la band composta da diverse conoscenze della scena indipendente: Gaetano Scognamiglio, Paolo Zou, Luca Marini, Ilaria Boba, Colombre e i Belissimo bros. Figli delle stelle è una canzone uscita 45 anni fa, ma tu dammi il tuo amore non chiedermi niente perché è quasi mezzo secolo che ci emozioniamo e balliamo insieme su quel brano e Alan Sorrenti, di emozionarci, non ha ancora smesso: oltre all’inaspettato regalo di questo concerto, in autunno è previsto un disco prodotto da Ceri. Sì, esatto, Ceri che produce un album di Alan Sorrenti. Non è forse la magia della musica?

Figli delle stelle, questo è un vero sentimento.

La foto in evidenza è di Irene Trancossi / @irenetrancossi

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