Lefrasiincompiutedielena è il progetto di RafQu, un ragazzo davvero in gamba che ho avuto occasione di conoscere per la prima volta al live di Blumosso al Sonic Room di Fabriano e che, poi, ho incontrato di nuovo durante il tour de La Municipàl al Fool Festival di Morrovalle. Ho deciso di rivolgergli qualche domanda per capire meglio il suo rapporto con Elena, di cui ci parla nell’ultimissimo album “Interno 29”, fatto di luoghi e di emozioni in cui mi sono subito immedesimata.

“Le frasi incompiute di Elena”. Quando l’ho letto per la prima volta ho subito pensato ad una ragazza che, come me, lotta contro l’ineffabilità attraverso la musica. Ma chi è Elena? Cos’è che vuole esprimere di più, cosa vuole davvero urlare al mondo?

Ognuno può dare la propria “visione” a Elena. Io non ho ancora capito chi sia veramente. Forse è il mio alter ego. Sicuramente tutti ne abbiamo incontrata una e magari solo alcuni ricordano. Quando ho deciso di chiamare il progetto così non avevo ben chiaro questa cosa. Mi piaceva però il suono. Ci sto riscoprendo un sacco di significati dopo, è una cosa bella. Mi piace quando qualcosa riesce a sorprendermi e in questo caso le diverse interpretazioni che dà la gente le trovo affascinanti.

“Interno 29” è l’album che, da poco uscito, costituisce il progetto d’esordio de Lefrasiincompiutedielena e che raccoglie una serie di singoli precedentemente rilasciati. A quale si essi ti senti più legato, e perché?

In qualche modo sono legato a tutti. “Libia” forse è quella che esprime il concept al meglio.

Ci aiuti a riassumere tutti i luoghi di Elena, che vengono citati nell’album? Qual è il significato che hanno per la sua vita, per il suo percorso di crescita?

Guarda, per la sua vita non so. Per la mia, invece, e per il percorso delle canzoni sono stati importanti. Le canzoni, l’idea de Lefrasi, è nata lì. Quindi ho citato quei luoghi senza pensarci troppo o senza pensare ad autocensurarmi per qualsiasi altro motivo. Mi è venuto naturale.

Ci sono riferimenti particolari a cui ti ispiri nella scrittura dei testi? Quanto Elena riesce a parlare attraverso la letteratura?

No. Butto giù quello che viene, che ho dentro. Ho letto troppa roba per ispirarmi solo ad alcuni riferimenti. Poi riguardo i testi, li rileggo, sopratutto ascolto il suono che emettono determinate parole più che altre. Ma sono tutte cose che vengono dopo.

Cosa direbbe oggi Elena? Ora che è finalmente riuscita a dar voce ai propri sentimenti? Sente che c’è ancora qualcosa che merita di essere comunicato o, piuttosto, ha esaurito qui la sua missione?

Non so cosa direbbe. Non la sento da un po’. Stiamo già scrivendo la roba nuova. Ci tengo a precisare però che non è una missione, e non lo è stata mai. Lefrasi sono un cantiere dove mi prendo la libertà di dire quello che voglio, quando mi pare, e sopratutto quando ho qualcosa da dire.

 

 

articolo e intervista a cura di Monica

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