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Sono dell’idea che siamo tutti, costantemente, alla ricerca del nostro posto nel mondo, quel rifugio confortante e rassicurante che calza perfettamente la nostra taglia. Ma a concentrarsi su questa ricerca si finisce inevitabilmente col mettere da parte l’autenticità e l’interiorità che, pure, ci caratterizzano.

I Segreti sono una pausa dal mondo, la riconciliazione con noi stessi.

Il gruppo è formato da Angelo Zanoletti (voce, tastiere, synth), Emanuele Santona (basso) e Filippo Arganini (batteria) e nasce a Parma nel 2013. A vederli sul palco sembrano usciti da istantanee che riempiono gli album fotografici degli anni ‘70, che oggi sanno di leggerezza e nostalgia. Sensazioni, queste, che si accendono dalla prima all’ultima nota delle loro canzoni, fatte di sonorità malinconiche tra le quali spiccano basi elettroniche, catapultando l’ascoltatore in una dimensione che lega il cantautorato anni ‘70 a qualche traccia di rock anni ‘80. Il risultato è fresco e dinamico e regala all’atmosfera una sorta di malinconia spensierata, o spensieratezza malinconica, dalla quale ci lasciamo avvolgere senza opporre alcuna resistenza e la quale riflette in modo impeccabile e coerente i loro testi.

I primi brani, incisi in un EP autoprodotto dal titolo “I segreti di Charlotte” del 2015, iniziano a definire i caratteri del loro percorso musicale che, oggi, li vede legati all’etichetta Futura Dischi.

Il 2018 è stato l’anno del loro primo album “Qualunque cosa sia”, portato in tour in giro per l’Italia e seguito, nel 2019, dall’uscita del brano Mostri; poi c’è stato un momento di pausa, terminato il 17 aprile 2020 con l’uscita di “Non cambierà”, preludio di un secondo album.

A legare queste esperienze è il trait d’union della vena intimistica ed introspettiva che caratterizza i loro lavori, dalla quale emergono una forte emotività ed una grande empatia.

Non è un caso che abbiano scelto come nome I Segreti: il senso della loro musica è legato alla volontà di dar voce ai segreti più profondi ed autentici che ciascuno di loro e, in generale, di noi, custodisce gelosamente. Ma non possiamo ridurre la loro musica ad un semplice ascolto. È, piuttosto, un modo per chiedere scusa a noi stessi per esserci messi da parte, nel tentativo di adeguarci ad un mondo che, invece, non si adegua a noi; è l’abbraccio che diamo a noi stessi, accettandoci per ciò che siamo; è la voglia spontanea di cantare a squarciagola e di ballare ovunque, felici.

I Segreti nel 2019 cantavano di noi, tutti, che sogniamo i baci e la libertà, le corse in riva al mare a rallentatore e un ritornello da cantare sotto al sole che ci salvi la pelle, guarisca anche il dolore: oggi più che mai, le parole di Mostri esprimono il nostro desiderio di ritornare alla felicità che si nasconde nella semplicità delle piccole cose, ancora terribilmente lontane. Ma sempre oggi, più che mai, è anche il momento di Non cambierà: fin dal primo ascolto mi è sembrata una boccata d’ossigeno a pieni polmoni. È un brano con il quale questi tre ragazzi fanno il punto della situazione, come individui e come gruppo; e ce la regalano proprio in un momento in cui anche noi ci troviamo a confrontarci con ciò che siamo, a pensare a ciò che siamo stati e a chiederci cosa saremo. E, soprattutto, è una canzone che parla di un viaggio, di quelli che portano dietro la malinconia per le certezze lasciate e la paura di quel che sarà; di quelli che, mentre fuori tutto scorre velocemente, non si può far altro che rimanere fermi e iniziare a guardarsi dentro. Mi piace pensare che la situazione che stiamo vivendo sia un viaggio simile, al termine del quale la realtà che ci troveremo ad affrontare sarà sicuramente diversa, mentre noi non possiamo far altro che immaginare la vita che ci attende. Ciò che non cambierà, invece, è il nostro modo di reagire a un mondo che non sopportiamo più, ritrovandoci sempre.

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