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Lara è un duo formato da Ivan Amatucci e Emidio Vallorani. Il 5 marzo 2019 è uscito il loro primo singolo, dal titolo Panna Spray. Il brano ha avuto un buon riscontro online ed è stato passato da Fiorello su Radio Deejay. Il loro secondo singolo si chiama invece Baggio, è uscito a giugno ed è un omaggio ad uno dei più grandi calciatori italiani di sempre. In attesa del disco d’esordio che sarà presto disponibile via Nufabric Records, i Lara stanno facendo un po’ di date. Li abbiamo incontrati a Porto Sant’Elpidio per fargli qualche domanda.

Perché “Lara”? Chi è Lara per voi?

Emidio: Significa tante, tante cose. La prima, così, d’istinto: Lara Croft, l’eroina sessuale di tanti giovani a livello di videogiochi.

Ivan: Cercavamo in realtà un nome che avesse un po’ di citazioni letterarie e che rappresentasse anche la nostra infanzia. A riguardo, c’è una canzone di Finardi, che si chiama “Amami Lara”, che ci piaceva molto. Io poi studio lettere e… questa è una bella storia, te la racconto. Qui andiamo indietro nel tempo, fino alle origini dell’antica religione romana, quando c’era la dea Lara, madre dei Lari, divinità che proteggevano il focolare domestico. La dea Lara racconta i tradimenti di Giove a sua moglie Giunone, quindi per certi versi racconta la verità. E Giove, per vendicarsi, le taglia la lingua, condannandola al silenzio eterno. Quindi per noi Lara poteva essere, facendo riferimento a questo aneddoto, anche il simbolo dell’arte, perché l’arte, in fin dei conti, deve raccontare qualcosa, deve raccontare la verità, anche a costo di rimanere in silenzio e perdere la voce.

"l’eroina sessuale di tanti giovani a livello di videogiochi"

C’è qualche conterraneo abruzzese che stimate e apprezzate particolarmente?

Emidio: Sicuramente il Management, sono formidabili con “AUFF!!” e “Pasticca Blu”.

Ivan: Io avrei voluto scrivere la loro “Il Cantico delle Fotografie”.

Se ci fosse una canzone che è un mantra e che vi dà qualcosa in più e che magari ritrovate in ciò che fate?

Ivan: Negli anni ne abbiamo ascoltate tantissime…

Emidio: Per me “Valvonauta” dei Verdena e in realtà loro in tutto e per tutto: atteggiamento, palco, vita…

Cosa vi aspettate e cosa sperate da qui? Quindi realisticamente parlando e in maniera più sognata?

Idealisticamente parlando, mi aspetterei di fare un tour con grandi palchi in giro per tutta Italia. Realisticamente parlando, forse mi ridimensionerei un attimo e spero almeno di arrivare all’uscita del disco, a più persone possibili, che queste canzoni possano essere ascoltate e ricevere visibilità, tramite playlist ad esempio. Poi il fatto che possano piacere o meno, quello sarà merito o de-merito delle canzoni. La patata bollente verrà assegnata poi al pubblico: saranno loro a decidere.

Avete qualche gesto scaramantico prima del live?

In realtà, ci diamo solo un abbraccio, non siamo molto scaramantici. Ce lo dobbiamo inventare.

La cosa più bella che ricordate di un live e la cosa più spiacevole successa durante un live, senza filtri.

Abbiamo fatto poche date, ma forse la cosa più bella è stata il Fool Festival. C’è stato molto calore spontaneo, che non mi aspettavo. Quel calore lì mi ha sorpreso. La cosa più brutta che può capitare nella nostra situazione, sono i problemi tecnici. Poi ci sono locali che non ti passano da mangiare, ci sono situazioni in cui il pubblico pensa a tutt’altro e tu hai dei limiti, nonostante provi a coinvolgerli. Il pubblico disinteressato fa parte del gioco. Finora, fortunatamente, non sono successi fatti spiacevoli.

di Andrea e Monica

intervista a cura di Andrea

foto Gianluca David

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