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Abbiamo atteso questo momento da tanto, troppo tempo. Finalmente, alle 0:00 dello scorso venerdì è uscito il nuovo singolo firmato Calcutta, Orgasmo. In realtà del titolo ne sapevamo già qualcosa, perché il cantautore stesso ne aveva dato un’anticipazione a settembre sulla sua pagina Facebook: “registrato il primo pezzo, si chiama Orgasmo”.
Un brano fresco e orecchiabile, dove la pretesa di un orgasmo profondo è fine a sé stessa, al piacere. Non è la supplica di un amore più profondo, ma la richiesta di superficialità. Prima regola, ad un cuore chiuso, che cerca conforto, si risponde tanto per fare, per rompere il silenzio; poi, a chi si mette davvero a nudo, si spoglia del proprio orgoglio e della propria dignità, bisogna rispondere che ha sempre voglia di scopare.
Un brano che racconta la lotta di chi all’inizio si accontenta di questa superficialità – tanto tutte le strade mi portano alle tue mutande – ma poi, dopo aver ricevuto le spalle per l’ennesima volta, inverte la marcia e segue strade magari contorte e non battute, che portano ad altre campagne, dove però una vita fatta di qualche stento in più, ripaga poi con un paesaggio autentico.
Ciò che resta del vecchio piacere, di quella carnalità ormai prosciugata, è un bacio stampato tra il mento e la scollatura, in cui perdersi nel buio della solitudine; è un come stai? che forse non riceverà più risposta e sarà destinato a rimanere un punto interrogativo; è la consapevolezza del tempo benigno che passa e che allontana le offese e il piacere altrui dal proprio fragile cuore.

Monica

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