Category: Band, BlogTag: , , ,

SPLENDORE è il moniker di Mattia Barro, artista e musicista eporediese (sì, gli abitanti di Ivrea si chiamano eporediesi ed è un’informazione che può tornare utile se andate ad un qualsiasi quiz show televesivo) che qualcuno di voi si ricorderà sicuramente per essere stato il front-man de L’orso, un progetto musicale a cui vogliamo un sacco di bene e che ha avuto un certo seguito tra il 2012 e il 2016, con tre dischi all’attivo e qualche cover sparsa nel web tra cui una bella versione di “Un altro giorno” di Nesli. Sì, non c’entra niente ma happiness is only real when shared.

In occasione del live di SPLENDORE all’Across The University di Padova in programma domenica 14 aprile abbiamo fatto qualche domanda a Mattia e abbiamo parlato di libertà, di dancefloor, di Ivreatronic e di glitter.

Ciao Mattia, intanto grazie per dedicarci un po’ del tuo tempo. Partiamo da SPLENDORE e dai remix (tipo quello per “Fantino” di Capibara, che è un pezzone, o anche “Broncio” di Generic Animal). Se ben ricordo sei partito dall’hip-hop, hai poi avuto una lunga fase che potremmo definire cantautoriale, quando e come ti sei avvicinato alla musica elettronica?

Da sempre. Fare rap o fare indie non significa per forza che quelli siano i tuoi unici ascolti. A 18 anni ho iniziato a metter dischi; mettevo elettronica, erano i tempi dell’esplosione di Crookers e di quella bolla italiana molto figa. Mio padre era dj, lavorava nel mondo delle discoteche, quindi l’elettronica c’è sempre stata nella mia vita.

Parlando di Ivreatronic, da fuori sembra una balotta di amici che si divertono a fare musica insieme. Entrando un po’ di più nei brani e nel modo di porsi, quello che fa Ivreatronic si sposa anche con una certa visione, non solo della musica, ma del mondo in generale. Vuoi dirci qualcosa a riguardo?

Sì, Ivreatronic ha anche una forte matrice che definirei politica. Nasciamo pur sempre come una festa sotterranea e clandestina. La nostra è una politica di riappropriazione di spazi pubblici, ma anche del corpo e dello spazio fisico personale. Abbiamo delle idee molto chiare su come musica, arte e festa possano essere momenti catartici per il pubblico, nonostante il terrorismo statale come la Circolare Gabrielli. Ivreatronic è godere, nel senso più ampio del termine.

A livello sonoro in SPLENDORE si percepisce una certa vicinanza con altri progetti, sicuramente Populous, ma anche M¥SS KETA quando canti “la testa per aria per tutto lo Xananas” in ROSA SPLENDORE, il tuo primo singolo. Ci parli un po’ di questo brano?

ROSA SPLENDORE nasce da un mio remix di Alala di Populous. Doveva essere una produzione strumentale, ma ci canticchiai il ritornello per gioco. Appena Andrea (Populous) la sentì, mi disse “tu sei pazzo, devi farci un pezzo pop!”. Ed eccola. Di Keta stimo tantissimo la sua capacità di creare un mondo fortissimo con un’estetica arty/trash intelligente. Ha sdoganato un nuovo vocabolario. È una figura femminile fondamentale – e mancante – nel panorama italiano.

Oltre agli artisti già citati, che altri riferimenti e chi altro fa parte della squadra di lavoro di SPLENDORE?

Con Ivreatronic, e Cosmo in particolare, ci confrontiamo molto a livello musicale sulle nostre produzioni. In entrambi le uscite cantante ho collaborato con Alessia Labate, un genio della melodia a mio avviso. Capibara mi sta seguendo la parte grafica, Chiara Lombardi le foto, le copertine e anche l’ultimo video. Sono un fanatico delle collaborazioni. Penso sia un modo magnifico di intendere la musica. Cerco sempre qualcuno con cui lavorare dentro e fuori dai brani.

Ho ascoltato ANDARCI SOTTO una domenica mattina che ero in hangover e quando dici “ho ancora i glitter incollati sugli occhi” mi ha fatto ridere perché in quel momento avevo effettivamente i glitter ancora sotto gli occhi dalla sera prima. Forse non c’entra nulla, o forse sì, ma il brano mi ha ricordato un articolo del 2016 su Rockit in cui si parla della battaglia di Achille Lauro contro la classificazione di genere. Puoi lasciarci una tua riflessione sul brano e in generale sull’argomento?

Stimo molto Achille e ultimamente gli ho remixato Rolls Royce. Ho avuto il piacere di conoscerlo in alcune situazioni e lo adoro. È stato uno dei primi ad andar contro ad una certa estetica predominante (e a mio avviso preoccupante) del rap italiano. Ha aperto una fessura. Progetti come il mio, ma penso anche ad altri come Sem&Stenn, Populous, L I M, e differentemente anche a Lauro, vanno nella direzione di rendere fruibili e conoscibili certe estetiche, certi comportamenti, certi posizionamenti. Danno delle alternative e delle possibilità differenti al pensiero mainstream (indentitario, estetico, sessuale). Penso sia qualcosa di molto audace e positivo per la lotta contro la classificazione di genere. In un clima sociale e politico così fascistoide bisogna resistere per proporre un pensiero egemonico differente: solo così possiamo garantirci un futuro lontano da certi fascismi

Grazie mille, ci vediamo a Padova!

 

di Vittorio Lauro

pic Chiara Lombardi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *