In tour allo Sferisterio di Macerata, definito dallo stesso artista il più bel posto in cui fare musica dal vivo in Italia, Max Gazzè ha portato sul palco dell’arena i brani del suo ultimo disco: “La Matematica dei Rami”. Un album che tiene fede al suo titolo. Una scienza esatta, fatta di operazioni e formule applicate, il cui risultato è sempre lo stesso: la buona musica. Quella a cui Max Gazzè ci ha abituato nei suoi oltre venti anni di carriera, in cui si è saputo affermare come uno dei migliori cantautori italiani del nostro tempo.

La ricercatezza delle parole e delle rime, l’aspetto quasi fiabesco che riesce ad imporre ai suoi brani e le fantasiose immagini che con essi sa evocare. Sono questi gli elementi che rendono unica la sua musica, ai quali unisce poi le sue ormai note e notevoli doti tecniche da bassista.

Doti che si esaltano nella magica atmosfera dello Sferisterio, nella quale Max Gazzè e la sua band alternano brani più recenti (Considerando, L’animale Guida, Il Vero Amore) ai suoi storici successi (Il Solito Sesso, Il Timido Ubriaco, Mentre Dormi).

Veste i panni de Il Farmacista e scalda il pubblico con il brano portato in gara a Sanremo. Lo infiamma del tutto con i suoi pezzi più ritmati: “Sotto Casa” e “Ti Sembra Normale” su tutti. Regala ai presenti anche un duetto con il giovane collega Montegro, con il quale intona “Un’altra Adolescenza”. Un confronto fra due epoche diverse del cantautorato italiano che ben fa sperare per il futuro.

Gazzè va via, ma solo per un attimo perché viene subito reclamato indietro dal suo pubblico. Chiude la serata con Una musica può fare, fornendo una preziosa dimostrazione del potenziale di quest’ultima. Guardo l’orologio: più di due ore di concerto. Fluide. Vivaci. Piacevoli. Ecco quello che la musica di Max Gazzè può fare… non ci si può lamentare!

Alessandro Vallese x Staradio
Pic Gianluca David

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