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La prima volta che ho ascoltato Rockstar di Appino ero presa da qualcos’altro. Quel brano suonava come un sottofondo mentre ero indaffarata nelle mie attività. Poi ho sento nominare qualcosa come Numana e ho subito interrotto tutto ciò che stavo facendo in quel momento. Ho preso il mio computer e ho rimandato qualche secondo indietro la canzone. Sì, parlava davvero di Numana, una località di mare a pochi minuti da casa mia, nella Riviera del Conero, un gioiello delle Marche. Da quella volta il mio rapporto con questa canzone è diventato davvero speciale. Ogni ascolto mi riporta alle mattine estive trascorse in spiaggia insieme a mio padre, nel (vano) tentativo di imparare a nuotare, tra un gelato e qualche libro da leggere.
Questo brano mi ha anche fatto riflettere su una serie di altre canzoni che parlano del mare. Mi viene in mente, ad esempio, la meravigliosa L’anima non conta dei The Zen Circus, dove si parla di una Laura che guarda il mare come lo sanno guardare solo certi figli del nord-est, quel mare che bagna Venezia e la trasforma in un ideale che nessuno può abbracciare. Anche io, quando sono andata a Venezia, ho provato a fare dei miei ideali una realtà, ma loro sfuggivano a ogni mio abbraccio e andavano a tuffarsi nel mare. Un mare in cui ci si può tuffare da uno scoglio, in verticale, che tanto l’anima non conta. Lo stesso mare che, per gli Ex-Otago, custodisce i ricordi di un padre e diventa, quindi, l’occasione per riscoprire uno stretto legame affettivo. Così si può iniziare ad ammirarlo da un cannocchiale, fino a diventarne parte, giocare a fare il morto e rivolgere lo sguardo verso un cielo che ti fa sentire piccolo e che non riesce a trasmetterti le stesse sensazioni del mare in cui continui a nuotare, in compagnia delle sue sirene.
Per Gazzelle, invece, il mare aveva il volto di una persona importante, che forse ora è cambiata e si è trasformata in un albero caduto. Forse è stata corrotta dalla modernità, da una vita più superficiale, fatta di centri commerciali e talent show. Qualcuno vorrebbe aiutarla, fare in modo che i suoi sogni si realizzino, ma solamente per non vederla più, ed esprime tutto questo con un brano che si intitola proprio Nmrpm, Non Mi Ricordi Più il Mare, che penso sia un chiaro riferimento a quello di Daniele Silvestri, A me ricordi il mare.
È una preghiera, infine, quella che i Siberia rivolgono al mare, lui che torna giovane e che può proteggere. I suoi scogli non franano mai, le sue onde corrono, ritornano pazienti come la nostalgia e avvolgono i suoi figli in un fresco abbraccio, la sua acqua blu seppellisce e distrugge tutti gli sbagli e i crimini.
Ci ritroviamo a invocare il mare, chi per una ragione, chi per un’altra. Ma forse per il fatto più comune di sentirci tutti un po’ piccoli.

Monica

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