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Quindie.

Puntata – martedì 20.02.2018

Intervista: KATRES

 

Il primo ospite di Quindie è Katres! Benvenuta! Come stai?

Benissimo ragazzi! Vi sento con un po’ di ritardo ma vi aspetterò!

Sì, perché noi di Staradio ci troviamo underground… E invece tu dove sei?

In questo momento sono a Napoli, mentre domani andrò a Roma per una giornata molto lunga, con tanti impegni, sempre inerenti all’uscita del disco. Quindi stasera casa e domani si parte.

A proposito di spostamenti, giri e tour. Questa estate hai aperto moltissimi concerti di Ermal Meta! Raccontaci questa esperienza…

È stata un’estate bellissima, intensa. Ho avuto l’onore di affiancare un grandissimo artista come Ermal per circa venti date ed è stato davvero un arricchimento per me. Rappresenta l’esempio di chi ha sempre lavorato duro, di chi ce l’ha messa tutta. Poi è una persona fantastica… umile, generoso, disponibile.

Che effetto ti ha fatto vederlo al primo posto a Sanremo?

Sono stata felicissima perché inevitabilmente è nato un rapporto di profonda stima e rispetto. Si merita tutto questo!

Tu hai mai pensato a Sanremo?

Ancora non è capitata l’occasione ma ovviamente ci ho pensato. Un’esperienza del genere è una tappa importantissima per chi sogna di fare questo lavoro.

Una domanda che facciamo sempre è quella che riguarda il nome… Tu ne hai uno bellissimo, Teresa Capuano. Tra l’altro racchiude tanto delle tue origini. Perché poi hai scelto “Katres”?

In realtà è una specie di anagramma del mio nome e del mio cognome. È uno pseudonimo che mi porto dietro da quando avevo tredici anni e mi è rimasto addosso. Riassume tutto quello che sono stata e che sono oggi.

Quando hai iniziato a suonare?

Sempre intorno ai tredici anni. È nato questo amore con la chitarra e non me ne sono più separata. C’è proprio un rapporto fisico, non me ne sono più separata. È il mio strumento per eccellenza.

Il 23 febbraio esce il tuo nuovo album “Araba Fenice”. Il disco è stato anticipato già dai singoli “Ormai Ho Deciso” e “Bla Bla Bla”. Soprattutto quest’ultimo brano è uno di quelli che ti rimane in testa, che continui a canticchiare. Si parla di un contrasto giusto?

Sì, ho tentato di spiegare che cosa si sente quando provi un’emozione grandissima ma non riesci ad esprimerla a parole. Corre tutto lungo il confine tra dire e sentire, nel trasporto dei pensieri verso la lingua. Ti sembra di essere impotente, ma in senso positivo. In realtà, poi, quando scrivo avviene l’esatto contrario. Inizio a suonare e le parole escono da sole. Ecco, io attraverso la musica descrivo e metto in ordine il caos che ho in mente.

Proprio stanotte è stato pubblicato il terzo singolo, “Sei”. Che cosa racconta?

“Sei” è palesemente una dedica d’amore. È nata in modo molto spontaneo, durante una partita del Napoli. Io non seguo molto il calcio e mi sono ritrovata in un angolino a scrivere. Mentre lui, ovviamente, era incollato alla tv.

Quindi non sei quel tipo di ragazza che vuole a tutti i costi che il fidanzato la porti con sé allo stadio, quella del “perché una volta non ci porti pure me”?

No, no io sono quella che ti dice: “Vai vai allo stadio!”

I tuoi impegni futuri dove ti porteranno?

Allora, oltre la presentazione ufficiale del disco a Napoli, martedì 20 febbraio, arriverò anche a Milano, Varese, Faenza. Toccherò molte città e sono contentissima di portare in giro questo nuovo progetto, non vedo l’ora!

Siamo felicissimi anche noi perché, da come ne parli, si sente tutta la passione! Noi ti aspettiamo tra Marche e Abruzzo per ascoltarti e per un mega abbraccio! Intanto ci ascoltiamo “Sei”. Grazie ancora Katres!

Sì, spero di avvicinarmi per qualche data dai!!! Grazie a voi ragazzi, a presto!

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