È salito sul palco del Fool Festival di Morrovalle anche il duo salentino composto da Carmine e Isabella Tundo, i due fratelli meglio conosciuti con il nome de “La Municipàl”. Hanno gradualmente acquisito una sicurezza personale e musicale che ha loro concesso di diventare una delle band più rappresentative della scena musicale indipendente italiana. Ma, nonostante ciò, restano sempre Carmine e Isabella, due persone che, a noi di Staradio, sono sempre molto care. Dopo quattro chiacchiere arricchite da qualche biscotto da tè, li abbiamo intervistati a proposito del loro ultimissimo album, “Bellissimi difetti”. 

Parliamo del vostro ultimissimo album, in cui sottolineate l’importanza dei difetti, appunto, come elemento di particolarità e di bellezza individuali. Vi compare una canzone, “Il funerale di Ivan”, che tu, Carmine, hai affermato essere la tua preferita. Ti va di raccontarci un po’ la storia di questo ragazzo?

(Carmine) Sì, in realtà, è una storia un po’ delicata perché proprio in questi giorni, in queste settimane, è stato riesumato il suo cadavere, perché all’inizio si pensava si trattasse di un suicidio. Era un mio amico, una persona che conoscevo. In realtà, hanno scoperto che forse è stato un omicidio: è un po’ delicato, ogni volta, andare a suonare quel brano perché ha preso una forma differente. Io descrivo il giorno del suo funerale in cui si sono incrociate diverse storie in quella chiesa, parlo di una persona che non rivedevo da tempo. Però proprio per quello, perché è un brano così conflittuale, che il brano diventa per me ancora più importante. È molto intimo e c’è tutta una storia dietro, molto complicata.

E tu, invece, Isabella, qual è la canzone dell’ultimo album a cui ti senti più legata e perché?

(Isabella) La canzone a cui mi sento più legata è “Mercurio Cromo”, ripensandoci un pochino. Quella che mi piace anche cantare è “Bellissimi difetti”, ma quella piace un po’ a tutti, soprattutto in questa stagione dell’anno, essendo un brano molto estivo. Però “Mercurio Cromo” credo sia quello che mi identifica maggiormente, un brano malinconico ma, allo stesso tempo, romantico. Quindi mi descrive abbastanza bene.

Tu, Carmine, hai anche lavorato a un progetto discografico da solista con i due album delle “Nocturnae Larvae”, dove descrivi le tue paure e incubi notturni. C’è, in particolare, una traccia, “Scogliere”, che fa da crossover tra “Bellissimi difetti” e l’altro tuo progetto, appunto. Qual è stato il fil rouge che ha permesso il collegamento tra i due album?

(Carmine) In realtà, sono comunque tutte e due facce della stessa persona. La Municipàl è la mia parte più romantica, mentre nell’altro disco emerge di più la mia parte oscura. Però è come se fosse il rovescio della stessa medaglia. Quindi ho cercato questo collegamento anche per far capire a volte determinate cose, quindi per trasportare anche l’ascolto su quell’album che può essere un po’ più ostico all’ascolto, meno immediato, ma che fa capire molte cose dei miei tratti caratteriali. Per contestualizzare l’uno, bisogna ascoltare anche l’altro.

In “Finirà tutto quanto” parlate della caducità delle cose, del loro essere un po’ effimere. Qual è il messaggio che volete trasmettere attraverso questo brano? Quello più positivo per cui sono le cose brutte a finire o, piuttosto, quello più realistico per il quale anche ciò a cui siamo più legati un giorno finirà?

(Carmine) Sì, ci sono queste due chiavi di lettura. In realtà, nella maggior parte del brano si parla anche di integrazione, nel senso che spesso ci lamentiamo dei nostri problemi e guardiamo un po’ troppo spesso al nostro piccolo orticello. Magari basta solamente cambiare la prospettiva del modo di guardare le cose per renderci conto di essere più fortunati di quello che pensiamo. E poi, ovviamente, c’è anche una parte un po’ più cupa – ritornando al discorso di “Nocturnae Larvae” – che afferma che siamo destinati a fallire durante il percorso della vita. Ecco perché bisognerebbe essere più tranquilli vivendo il momento perché tanto finirà tutto lì.

Oltre che attraverso questo tour estivo, l’album è stato promosso anche attraverso il concertone del Primo Maggio, un appuntamento di tradizione per la scena musicale indipendente italiana. È la seconda volta che vi partecipate: lo scorso anno avevate superato il contest che vi ha permesso l’accesso al grande palco. Come descrivereste questa esperienza?

(Isabella) Sicuramente rispetto all’anno scorso in cui partecipavamo al contest, è stata un’esperienza diversa, perché siamo stati ospiti, quindi abbiamo avuto la possibilità di esibirci un più brani rispetto a un singolo brano, che spesso non è completamente rappresentativo. Poi è un palco in cui c’è un grande confronto tra gli artisti, dato che molti di loro spesso li seguiamo. Quindi è un’esperienza che ci ha dato tanto quest’anno anche come vetrina. Quindi è un canale di diffusione molto più ampio.

Cosa volete dire al pubblico del Fool Festival di Morrovalle?

(Isabella) Ciao Fool Festival! Venite che non piove più! Abbiamo scampato la pioggia, quindi è un motivo in più per partecipare!

 

intervista e articolo a cura di Monica

foto di Marco Ippoliti

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