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La tappa del “Cosa fai questa notte” tour al Mamamia di Senigallia: un susseguirsi di ‘otagàte’  divertenti e suggestive, con gran finale in abito bianco

Il concerto marchigiano è stata la piacevole riconferma del doppio legame che il gruppo ligure è in grado di creare: quello interno alla stessa band e quella con il pubblico. Proiezioni coinvolgenti, cambi di abito e di location durante l’esibizione hanno reso lo spettacolo dinamico e vario, con una scaletta che ha fatto assaporare a pieno l’ultimo lavoro.

Non si riesce a stare fermi durante il loro concerto: gli Ex-Otago non si ascoltano, si vivono. Un po’  perché il richiamo al pubblico è continuo, costantemente coinvolto nei cori e nelle battute tra i vari componenti della band. Un po’ perché, se si comincia col botto intonando “Questa notte” dopo che sullo sfondo sono scorse le più varie forme di abbracci, ti viene voglia di stringerti al vicino, chiunque esso sia, e cantargli a squarciagola “Cosa fai questa notte? Per il resto, chi se ne fotte!”. Un po’ perché se ti sposti verso il bar potresti trovarci Maurizio seduto sul bancone che canta Costarica accompagnato solo dalla chitarra. Un po’ perché durante “La notte chiama” si dimenano maracas in giacche colorate ed è subito veglione di S. Silvestro. Un po’ perché la dance session prosegue con “Tutto bene” in cui le ‘carte’ sul palco continuano a muoversi e a mescolarsi riconfermando la indiscutibile capacità di polistrumentisti oltre che di intrattenitori. Un po’ perché in tutta questa magica festa non ti aspetti “Amore che vieni, amore che vai” di De Andrè.

O forse sì, dovresti aspettartelo da loro. Perché gli Ex-Otago amano Genova e chi la rappresenta, a partire proprio da Corochinato, un vino delle loro parti. E ce lo hanno dimostrato in questa intervista.

Dividendo le domande per canali tematici, inizierei da quello legato alle vostre RADICI:

Tutti genoani o c’è qualche sampdoriano tra di voi?

Ci sono due sampdoriani ma se non hanno il coraggio loro stessi di rivelarsi, noi non lo diciamo!

Dove eravate e cosa avete provato quando il Genoa ha battuto la Juve, seppur momentaneamente orfana di Cristiano Ronaldo?

Tra una prova e l’altra per il “Cosa fai questa notte? Tour 2019” abbiamo seguito la partita ed è stata una grande soddisfazione, e siamo certi che sarebbe andata così anche con Ronaldo in campo.

Passando da un ricordo tronfio di gioia ad uno di opposta natura, cosa ha suscitato in voi il crollo del viadotto Polcevera, noto come ponte Morandi, tristezza, indignazione, paura, maggiore attaccamento alla vostra città, sete di trasparenza e di giustizia, solidarietà, ecc.?

Il crollo del ponte Morandi ci ha causato tutto questo e molto altro. Certamente è prevalso un sentimento di grande tristezza, che però è stato subito seguito da una gran voglia di riscatto. La tragedia del ponte ci ha colpito molto nel profondo, e da subito abbiamo fatto tante cose per aiutare e ricordare la nostra città. Dal concerto di novembre al RDS Stadium per aiutare gli sfollati, al cuore cucito su tutte le nostre giacche più quella di Jack Savoretti nella serata dei duetti a Sanremo, utilizzato in maniera simbolica per celebrare il primo giorno di demolizione del ponte.

Sul palco siete molto goliardici e autoironici, ma d’altronde era difficile aspettarsi il contrario provenendo da una terra fertile come la Liguria e personalmente ho un’affezione particolare verso i comici liguri, come Maurizio Lastrico, Dario Vergassola, Enrique Balbontin, Antonio Orano,  Luca e Paolo, ecc. Qual è il vostro preferito, quello di cui potreste rivedere una gag all’infinito ridendo come la prima volta?

Ci piacciono tutti molto, viva i comici liguri! Mentiremmo se ti dicessimo che preferiamo qualcuno maggiormente dell’altro, però tra le gag più divertenti ci sono quelle di Luca e Paolo in Camerà Cafè, sono sempre attuali e non stancano mai!

Gli emblemi e i prodotti tipici di Genova vi hanno portato bene: infatti Marassi, che porta il nome dello stadio cittadino, e Corochinato, che è un vino locale, sono due album di grande successo. State pensando quindi di continuare su questa scia fortunata e magari nominare il prossimo “Farinata di ceci” , “Pànera” o “Pasta al pesto”?

Questi potrebbero essere tutti bellissimi possibili titoli! Genova e la periferia influiscono moltissimo sul nostro modo di fare musica. Abbiamo un rapporto quasi viscerale con la nostra città, pensiamo che ti lasci il segno nel bene e nel male e che te la porti sempre dietro, ovunque tu vada. Per questo è molto presente nella nostra musica, ci viene naturale. Marassil’abbiamo scelto come titolo, perché racconta di un quartiere di periferia a noi molto caro, per lo più fuori dai riflettori se non fosse per la presenza dello stadio e del carcere. Corochinatoinvece perché non si riferisce solo a un aperitivo tipico genovese, ma anche e soprattutto alle persone comuni, semplici, come noi.

Rimanendo in tema di scaramanzia, avete dei riti personali o di gruppo prima di un’esibizione?

Non siamo molto scaramantici ma ognuno ha il suo, l’evergreen però è il “Merda merda merda” prima di salire sul palco!

Domande da strascico POST-SANREMO:

Con quale collega avete legato di più dietro il palco dell’Ariston? Con chi avete condiviso maggiormente  emozioni come gioia, paura, divertimento, stupore..)?

Il Festival di Sanremo per noi è stata una bellissima esperienza! Abbiamo ricevuto davvero da parte di tutti un sacco di affetto e il nostro 13esimo posto ce lo portiamo a casa con tanto orgoglio. Abbiamo condiviso con tutti i nostri colleghi diverse emozioni e bei momenti insieme. Il primo in assoluto che abbiamo incontrato, per un servizio fotografico è stato Mahmood e c’è stata subito simpatia reciproca! Con lui abbiamo condiviso l’inizio di questa incredibile esperienza più un sacco di momenti durante il festival.

Avete aneddoti da raccontare a riguardo?

Più che degli aneddoti, ti possiamo dire con totale sincerità che noi a questo Festival ci siamo divertiti davvero tanto, forse guardandoci indietro anche troppo!

Quale canzone continuate a canticchiare (la vostra non vale!)?

“Soldi” di Mahmood, dal primo ascolto ci è entrata in testa e non ci stanca mai. E’ un brano veramente forte, infatti facevamo il tifo per lui! Tra l’altro, nella canzone, c’è anche la mano del nostro amico e produttore Dardust, un motivo in più per amare e supportare questo pezzo.

Gli smoking bianchi che avete “copiato” a Paola Turci li riciclerete anche in imminenti matrimoni , comunioni e cresime di parenti e amici?

Certo, noi siamo per il riciclo, soprattutto io (Maurizio). Per ora li abbiamo “riciclati” per il nostro “Cosa fai questa notte? Tour 2019”, li indossiamo nell’ultima parte del concerto per “Solo una canzone” e altri brani.

Avete scelto di comune accordo di portare “Solo una canzone” piuttosto che un’altra di Corochinato?

Assolutamente sì. Noi in realtà alla commissione del Festival abbiamo proposto tre brani e loro hanno selezionato “Solo una canzone”! Diciamo che ci hanno aiutato a scegliere, perché noi eravamo un po’ indecisi.

 Vi siete resi conto che mentre dite “quando l’amore non è giovane”  tutti quelli dai quaranta in su (compresa la sottoscritta) vi guardano bbrutto –bbrutto?

Ma no dai, non dire così. “Non giovane” non vuol dire una cosa brutta, anzi a parere nostro è un qualcosa di molto più profondo e interessante.

Come nacque la collaborazione con Dardust  (artista ascolano, nonché direttore d’orchestra a Sanremo del vincitore Mahmood) per la suggestiva versione di Cinghiali incazzati in Marassi Deluxe?

Quando ci siamo incontrati per la prima volta c’è stata subito un grande feeling e da lì non ce lo siamo più fatti scappare. E’ stato un grande piacere poter condividere con lui il palco di Sanremo! Dardust è sicuramente uno dei migliori musicisti e produttori sulla piazza.

Riflessioni musicali:

Da maratoneta ho notato che la parola “corre” (anche con accezioni diverse) è ricorrente nei vostri testi.  Avete infatti dedicato una canzone all’ultramaratoneta Marco Olmo (“Marco corre”), poi è ripetuta  prima del ritornello in “Quando sono con te” (“ corre, corre, corre sotto i vestiti..”), e in “Torniamo a casa” si poteva essere un corridore (“Che corre senza una ragione o per te, solo per te”). Detto ciò, qualcuno di voi corre e pratica sport con costanza, visto anche che siete tutti belli asciutti, o mi sono fatta una ‘fissa mentale’ senza senso?

Chi più chi meno, però quando si può si fa attività fisica perché è importante!

Altra riflessione su un vostro brano, “Questa notte”. Oltre al fatto che fare paragoni amorosi con una frittata è lodevole, perché, a parere di chi scrive, oltre ad essere è un cibo che risolve tanti problemi in cucina, la parola in sé può significare al contempo qualcosa di  teneramente confusionario, io ho avuto un richiamo impulsivo (più tematico-emotivo che ritmico-melodico in realtà) alla splendida Creep dei Radiohead. Qualcuno di voi li ama particolarmente?

I Radiohead sono tra le nostre band preferite! Nel 2017 abbiamo aperto il loro concerto agli I-Day di Milano ed è stato un vero onore, ci abbiamo impiegato un po’ a realizzarlo. Dopo che passi anni ad ascoltare una band del genere, ritrovarti poi ad aprire un loro concerto è un qualcosa di incredibile.

Il concerto al Mamamia:

Qualche intoppo fònico non vi ha fermato, anzi, ne avete sorriso creando un’ulteriore empatia col pubblico. Riuscite sempre a cavarvela? Della serie: è andata comunque bene “questa notte, per il resto chi se ne fotte”?

A noi se non capita qualche imprevisto, non siamo contenti. In un modo o nell’altro riusciamo sempre a cavarcela e spesso va meglio di come poteva andare se fosse filato tutto liscio. In particolar modo il live per noi conta tantissimo, è la cosa che ci piace di più perché ci dà la possibilità di entrare totalmente in contatto con il nostro pubblico

 

Domandone speranzoso :

Tornerete nelle marche per una tappa estiva?

Non possiamo darti nessuna informazione, però tenete d’occhio il nostro calendario con gli appuntamenti live estivi, lo stiamo continuando ad aggiornare!

 

di Silvia Remoli

pic Marco Ippoliti

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