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Quindie.

Puntata – martedì 20.02.2018

Intervista: VIE DELLE INDECISIONI

In diretta sui microfoni di Staradio abbiamo Paride di Vie delle Indecisioni! Ciao, come stai?

Ciao ragazzi, tutto bene! Io sono a casa, gli altri sono stati sconfitti dal freddo… ho appena saputo che mi hanno ingaggiato per il prossimo “Revenant”, quindi posso mollare il gruppo e dedicarmi alla recitazione.

Ecco, ci ricordavamo della tua simpatia dalla data al DejaVù in apertura ai Pinguini Tattici Nucleari! Vogliamo parlare un po’ del vostro progetto? Da cosa deriva il nome “Vie delle Indecisioni”?

Allora la band nasce ufficialmente nel 2016. All’inizio eravamo solo cinque ragazzini che non sapevano né suonare né cantare ma che si riunivano in una sala prove. Con il tempo abbiamo scoperto la nostra vena artistica e abbiamo deciso di diffonderla…quindi siamo diventati cinque ragazzi che non sanno né cantare né suonare che si esibiscono live. Per quanto riguarda il nome, una volta era stato proposto “Edera Urlatrice” …faceva figo, faceva indie… La mia controparte artistica, però, si è opposta in quanto odio tutto ciò che è botanico…ed abbiamo optato per “Vie delle Indecisioni”.

Il 20 novembre è uscito il vostro secondo album “Batrocomiomachia”. Difficilissimo da pronunciare… Ma, secondo gli studi classici, è il titolo di un poemetto epico-parodico attribuito ad Omero. Che cosa vi ha ispirato?

Il nome è stato scelto innanzitutto per dare una continuità al lavoro del disco precedente tramite il rimando alla cultura. Nel 2016 avevamo fatto riferimento all’opera di Piero Manzoni, “Merda d’artista”, ora siamo scesi più nella letteratura classica. Poi, considerando le tematiche espresse nei testi, volevamo impostare il tutto come un concept album: si parla, infatti, di personaggi normali, umani, tendenzialmente perdenti, sconfitti e che combattono guerre quotidiane. Molto è scaturito dalla lettura e dall’analisi dei racconti di Fitzgerald che tolgono la patina del “vissero felici e contenti”, preferendo il “vissero se tutto va bene”. Quest’ultima frase racchiude il concetto di “Batrocomiomachia”.

Proprio riguardo a “Merda d’artista”, che cosa vi ha spinti a fare leva su un’opera d’arte così interessante e discussa?

Ci siamo riallacciati all’idea del “ready-made” portata avanti, nell’arte contemporanea, dalla corrente New Dada. Si intende sia il concetto spigoloso di trattare qualsiasi opera, quindi anche la merda (passatemi il francesismo) come grande opera, sia la possibilità di creare qualcosa di artistico con elementi poco consoni all’arte. Molti aspetti sono riconducibili al panorama musicale di oggi, da entrambe le prospettive.

Uno dei brani estratti dal vostro ultimo lavoro in studio è “Aquiloni”. Noi di Staradio lo abbiamo amato già dai primi ascolti. Come è nata questa canzone e, in genere, qual è il vostro modus operandi nella scrittura?

Io mi occupo della parte testuale e Marco (basso) della parte musicale e compositiva. Dopo aver inviato le liriche, decidiamo un arrangiamento, lo perfezioniamo e poi andiamo in sala prove per sottoporlo agli altri.

Molte recensioni che abbiamo letto affermano che il vostro habitat naturale è più il palco che il mood “da disco”. Sei d’accordo?

Assolutamente. Siamo pubblico dipendenti, la realtà è questa. Negli ultimi due anni e mezzo abbiamo fatto abbastanza date per poter dire che soffriamo enormemente non avere pubblico davanti o averne uno che non risponde.

Il nostro obiettivo è conquistare le persone, perché siamo autoironici, ci divertiamo tantissimo sul palco e perché cerchiamo un continuo contatto con la gente.

Quello che esprimiamo dal vivo, attraverso il pubblico, ci rende molto più soddisfatti anche come prestazione rispetto allo studio. Non significa lavorare in modo superficiale, semplicemente i nostri brani non vanno solo ascoltati ma vissuti live. Siamo una band cresciuta con una forte componente teatrale, da Gaber a Caparezza, e lo spettacolo sul palco ha quel qualcosa in più.

A proposito di live, dove vi troviamo prossimamente?

Allora, per il momento siamo un attimo in pausa per l’uscita del prossimo singolo tra aprile e maggio…quindi…spoiler! Ripartiamo con gli ultimi due mesi di tour e suoneremo il 10 marzo al Bukowski Club di Catignano, il 22 all’Alcool di Torino, il 28 a Parma al Bastian Contrario e il 29 al Primo di Chieti. Chiudiamo, per ora, con il 17 aprile al 31.12 di Ancona, il 21 al Jammin’ Club di Montesilvano e il 22 ad Eboli. Stiamo definendo ancora un paio di date ma rimanendo sintonizzati sui nostri canali social, sarete aggiornati in tempo reale.

Perfetto, allora ci vediamo presto! Grazie mille Paride! E noi lanciamo “Aquiloni”!

Grazie a voi ragazzi, a presto!

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