17.03.2020 – day #9 dell’autoisolamento durante il Covid-19

Tra una puntata di Sex Education e la lettura di vecchi Dylan Dog (sì poi mi aggiornerò anche sui nuovi, intanto sempre della Bonelli c’è il mensile di Dragonero che da novembre 2019 ha ricominciato la numerazione ed è un ottimo modo per aggiungersi e iniziare ad appassionarsi ad un universo fantasy molto bello ma soprattutto con dei disegni straordinari) durante le sedute di scrolling in questi giorni il mio feed di Facebook è pieno di buoni consigli su come occupare il proprio tempo mentre si è costretti – o meglio: mentre il buonsenso costringe, a chi può – di stare a casa.

Tra i tanti che si possono trovare ne ricordo un paio: ogni giorno la casa editrice Coconino rende disponibile online gratuitamente un fumetto del proprio catalogo, tipo Cheese di Zuzu o Sniff di Pronostico & Risuleo per fare due esempi; la Cineteca di Bologna ogni venerdì sta pubblicando un focus (con consigli di giochi, di ascolti e di letture) su film recentemente restaurati (tipo Lo sceicco bianco di Fellini o Il dottor Stranamore di Stanley Kubrick).

Poi ci sono tutti i concerti in diretta che trovate su Instagram, i freestyle dei rapper a tema Coronavirus, i musei visitabili online, il sito da cui potete ascoltare tutte le radio Fm del mondo (no, però quasi) e altre centinaia di produzioni, materiali e cose che potete trovare in questi giorni e che si aggiungono a tutto quello che potete trovare sempre, tipo la newsletter di Fantastico! (bello internet, vero?) oppure le playlist di Staradio sul nostro canale Spotify. Ad esempio l’ultima che abbiamo pubblicato si chiama Cry me a river come un fumetto molto bello di Alice Socal.

In questa mole di link, consigli e contenuti, in particolare, è su Youtube il film Il ragazzo più felice del mondo di Gipi (trovate il link in fondo alla pagina). Questa non vuole essere una recensione: è solo l’ennesimo consiglio di una cosa da fare durante la vostra quarantena. Ovvero: vedere Il ragazzo più felice del mondo.

Nel film ci sono un po’ di canzoni dei Campos – c’è anche una scena in cui gli stessi sono in sala prove – anzi Davide dei Campos è uno dei protagonisti del film e mi sono ricordato di quella volta che proprio i Campos hanno suonato a Fermo, documentata qui.

Il film funziona così: a Gipi, nel ruolo di se stesso, gli capita una cosa molto bizzarra. Allora chiama dei suoi amici e prova a farci un film sopra. La storia, cioè la cosa bizzarra che capita a Gipi, è molto forte e strana.  Da quanto detto, quindi, siamo nel campo del cinema che parla di se stesso. Infatti, per un po’ sembra proprio che Il ragazzo più felice del mondo sia un film sul fare dei film. Ma se fosse solo questo, non sarebbe una grande operazione: Effetto notte è un film sul fare un film, anzi forse è il film sul fare un film, non Il ragazzo più felice del mondo. Il ragazzo più felice del mondo racconta una storia molto bizzarra forte e strana, in maniera un po’ meta-riflessiva, ma la cosa bella è che con questo pretesto entrano in gioco alcuni elementi interessanti.

Ad esempio, Il ragazzo più felice del mondo è un’appassionata dichiarazione d’amore nei confronti dell’illustrazione: si citano Dampyr, le Cronachette di Giacomo Nanni e altri protagonisti del fumetto italiano. Può essere un buon modo per entrare nel mondo di Gipi, per chi non conoscesse i suoi lavori. Una divertente tassello del suo percorso creativo per chi invece segue Gian Alfonso Pacinotti già da tempo.

Se avete bisogno di una diegesi immersiva, di un flusso narrativo coerente, allora Il ragazzo più felice del mondo non fa per voi. È un film pieno di input vari (gli elementi interessanti citati prima) che vi fanno partire per la tangente: riflessioni sul senso dell’amicizia, sul significato della felicità, sull’utilità dell’arte. Inoltre, come detto poco sopra, il piano narrativo è necessariamente spezzettato. Insomma se volete lasciarvi trasportare dalla narrazione, non guardatelo. Se volete una diegesi immersiva c’è Mad Max: Fury Road su Netflix, l’ho visto nel mio giorno #6 di autoisolamento ed è strepitoso. Però, a pensarci bene, che c’è di meglio di un film sul senso dell’amicizia, sul significato della felicità e sull’utilità dell’arte?

Vittorio

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