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Quindie – Puntata – martedì 23.01.2018

Intervista: Gastone – Leonardo Antinori / Marco Bertuccioli

Eccoci qua! Alziamo il canale perché con noi c’è… Lenny, Leonardo Antinori, dei Gastone! Ciao!

Ciao ragazzi! Buonasera! Sto combattendo con un freddo cane quassù…

Di dove sei precisamente?

Allora io precisamente abito a Novilara, dove fanno le tagliatelle… Che è vicinissima a Pesaro. Ora mi trovo sotto la biblioteca e sto studiando per il prossimo esame. Pensa quanto sono rock!

Quasi le 11 di sera e stai studiando… questo fatto è degno di nota, cari ascoltatori! Per quale esame?
Esame di costruzioni rurali, rilievo e zootecnia…

Che c’entra moltissimo con la musica immagino! E questo corso ti farà diventare…?
Ma, non lo so… forse perito agrario, andrò nei campi, guardo qualche pianta mangio un po’ d’erba…Cose così dai…!

Quindi, rimanendo in tema di studio, ti facciamo un po’ di domande, tipo l’esame di Staradio. In che periodo va piantato…No scherzo! Innanzitutto, perché “Gastone”, dato che è il nome sia del progetto che del vostro album.

Si, Gastone è il nome del cane di Bertu, il chitarrista. Il cane più bello di Gabicce Mare, perché Bertu è di Gabicce. Ma è anche il cane più bello del mondo… Ormai è diventato la nostra mascotte. Nel video del primo singolo compare anche in qualche frame. Adesso ha anche la sua età…salutiamo Gas!

Ciao Gas! Hai già introdotto una domanda che volevo farti… Essendo nati e cresciuti a Pesaro e Gabicce, quanto c’è del mare nella vostra musica?

C’è moltissimo sia del mare che delle nostre città. Questo è un periodo dell’anno in cui non sono particolarmente attive, ma siamo molto legati ai nostri luoghi. Sono piccole perle dell’Adriatico.

Per quanto riguarda, invece, l’album…c’è un pezzo a cui siete particolarmente affezionati?

Personalmente sono legato all’ultima traccia del disco, “Lilli nella foresta”, un po’ fiabesco come titolo.
Il disco, tra l’altro, è nato quasi per caso. Quando lo abbiamo composto, io (Leonardo) ne stavo per far uscire un altro con un progetto parallelo. In un momento stazionario di quel disco, durato circa tre mesi, io e Bertu abbiamo scritto qualcosa. Inizialmente era un più un jammare, senza alcuna pretesa e senza pensare: “Aaaahhh adesso buttiamo fuori l’album, chiamiamo le etichettone”. Quando poi abbiam sentito che era venuta una cosa veramente figa, abbiamo detto: “Ok dai, ci si può ragionare!”

Il bello del lavorare senza pressioni, con naturalezza. Insieme alla musica, è questo l’aspetto più caratteristico dei Gastone. L’approccio, la genuinità… Quando sarai dalle nostre parti? Con il fatto che non siete lontanissimi, perché non fate un salto in radio?

Ahhhh cavoli ragazzi, magari! Poi andiamo a far serata a Fermo City, all’Heartz. Ci andiamo a sentire un concerto insieme!

In più, noi ridiamo e scherziamo…ma l’album è andato talmente forte che siete stati intercettati come una delle novità musicali più promettenti da piattaforme come Rockit, Dischirotti e dai nostri amici di Sei tutto l’indie di cui ho bisogno! Come vi siete sentiti?

I riscontri sono stati molto più positivi di quello che ci aspettassimo. Anzi, una volta terminate le registrazioni, il risultato ci è piaciuto talmente tanto che mi è quasi scesa una lacrimuccia. Mai successo prima! Quindi, eravamo anche indecisi sul da farsi, perché quando ami qualcosa così, devi anche valutare che, nella diffusione, il prodotto possa essere contaminato. Magari viene visto in un modo che non corrisponde a quello che vorresti. Invece il disco non è stato ascoltato dalle solite dieci persone della nostra città, ma ha fatto un giro veramente ampio. Motivo per cui abbiamo messo su subito la formazione live e abbiamo iniziato!

Complimenti, davvero! Noi vi ringraziamo e lanciamo il primo singolo estratto da “Gastone”, “Non dare al romanticismo una chance”.

Grazie a voi ragazzi! Ci vediamo presto!

 

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