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Io non so se ho dormito tanto a lungo da sognare tutto ciò, sarò folle ma il ricordo che ho sembra piuttosto un sogno, un bellissimo e caotico sogno ambientato al Fool Festival di Morrovalle.
No, è stato tutto reale e noi siamo stati davvero tutti folli, dal pubblico allo staff per finire a noi. Credo di parlare a nome di tutta la squadra di Staradio e di Sei Tutto L’indie di cui ho bisogno quando dico di non essermi mai sentita così viva e così folle come per tutta la durata del festival. Ci siamo fatti sentire, ci siamo sentiti parte di questa grande famiglia che ci ha accolto e ha creduto nella nostra collaborazione come media partner: abbiamo dato il massimo e trasformato le interviste in giochi, alla nostra maniera, e supportato gli eventi con grande entusiasmo.
Chi l’avrebbe mai detto che avremmo giocato a fazzoletto con la nostra cara amica Asia Ghergo, e quei pazzi dei Camillas e dei Pinguini Tattici Nucleari? Per non parlare poi della chiacchierata alcolica con quei mattacchioni dei Punkreas, degli adorabili Canova con cui abbiamo in sospeso una guerra con i superliquidator e dei gentilissimi Ex-Otago. Uno degli episodi più emozionanti è stato quando mi hanno detto “Aria, ora o mai più…possiamo parlare con Marky Ramone, preparati!” non ero affatto pronta, l’emozione è stata talmente tanta che non so cosa gli ho detto ma so perfettamente cosa mi ha risposto: “La musica può ancora salvare davvero il mondo”. Avrei voluto saltare sulla sedia e dire “Oh Capitano, mio capitano!” (Vedete L’attimo fuggente e capirete) perché quando uno dei pilastri del punk crede ancora follemente nella potenza della musica nonostante gli anni e i cambiamenti generazionali, non puoi far altro che ascoltare e mettere in pratica le sue parole.
Niente da dire a proposito di Brunori Sas, bastano le lacrime di commozione e di gioia del pubblico nel vedere sul palco un artista che sta diventando un vero orgoglio nazionale. E The Bloody Beetroots? Il maltempo ha voluto mettere i bastoni tra le ruote al Festival ma in fondo concludere con lui è stato qualcosa di indescrivibile: un artista che si dimena sopra e in mezzo al pubblico danzante e la sua musica che trasforma il sangue in fuoco liquido mandandoci in estasi. Follia pura.
Vorrei concludere questo breve resoconto del Fool Festival dedicando due parole ai ragazzi dello staff: vivendo questi giorni a contatto con voi, ho realizzato quanto sia difficile e faticoso dar vita a un evento del genere, quanti rischi si corrano e quanta rabbia si possa provare quando il vento sembra non soffiare a proprio favore, ma avete affrontato tutto con coraggio e tanta forza di volontà. Conoscendo alcuni, scambiando qualche parola con altri, ho capito che credete davvero in ciò che fate e affrontate i sacrifici con entusiasmo, cercando di superare ogni genere di avversità. Grazie di cuore per tutto ciò che avete fatto! Lunga vita ai folli!

Aria per Staradio