Siamo tornati al Mamamia di Senigallia per chiudere l’estate con la Rappresentante di Lista e i Fast Animals and Slow Kids. I due gruppi, entrambi nel roster Woodworm, sono tra i progetti più in forma del momento: la Rappresentante di Lista ha pubblicato a dicembre 2018 il disco Go Go Diva che ha ottenuto un ottimo riscontro di critica e confermato dal seguito che la band sta avendo dal vivo; il quartetto di Perugia è uscito invece a maggio 2019 con Animali Notturni, un disco meno arrabbiato dei precedenti ma che non tradisce il sound tipico dei Fask.

La Rappresentante di Lista l’abbiamo conosciuta per la prima volta quando passava spavalda in Via degli Uomini. L’abbiamo poi vista esibirsi dal vivo sabato 31 agosto 2019, sempre con la fierezza che la caratterizza. Come ci ha raccontato in un’intervista prima del concerto, di acqua sotto i ponti ne è passata, eppure lei è rimasta sempre se stessa.

Sul palco si è dimostrata sicura, a suo agio nella scena caratterizzata da tanti tubi colorati che creavano come una conchiglia nella quale lei era la perla preziosa. Ha danzato leggera, trasportata dal ritmo della sua musica che, con Go Go Diva ha conosciuto un successo sempre maggiore, consapevole, però, dei percorsi passati. Ecco perché non sono mancate Guardateci tutti e, soprattutto, Siamo ospiti: un brano importante, politico. Una canzone politica perché riesce ad essere profondamente attuale senza riferimenti espliciti alla politica e all’attualità.

Dopo una trentina di minuti di cambio palco arriva il momento dei Fast Animals and Slow Kids. Il pubblico è molto partecipe e fa sentire il proprio calore a Aimone e alla band, nonostante la situazione sotto palco sia un po’ atipica rispetto agli altri concerti dei Fask a cui abbiamo assistito: le prime file ascoltano con attenzione i brani e solamente dalla terza o quarta fila c’è il pogo. Il pogo che ha la funzione catartica di urlare e sudare via il dolore, in quella comunità temporanea che è il pubblico dei Fask ad ogni concerto.

C’è molto spazio per i nuovi brani: si parte con Radio Radio e la scaletta alterna poi i brani più significativi degli album precedenti: Coperta e Calci in faccia da Alaska (e più tardi anche Come reagire al presente), Annabelle e Forse non è la felicità dal disco omonimo. Con un po’ di dispiacere, mancano alcuni dei primi cavalli di battaglia del gruppo perugino, come Maria Antonietta e Troia, entrambe da Hybris, compensate appunto dalle nuove tracce: Novecento, Non potrei mai, Dritto al cuore, Animali notturni.

I Fast Animals and Slow Kids sono cambiati e cresciuti (come ne abbiamo parlato direttamente con loro qui): le cose che non sono cambiate sono la forza e la qualità del loro live. Da qui la conferma di avere davanti uno dei progetti che meglio si esprime dal vivo tra quelli del panorama indipendente italiano.

Report a cura di Monica e Vittorio
Foto di Marco Ippoliti

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