Sick Tamburo
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Aspettando il 1° Maggio al Deja Vù – 1° Round: SICK TAMBURO

Ai concerti ci si innamora. Ci si innamora sempre, perdutamente.

Ci si innamora dell’artista che si dimena convulsamente sul palco, del ritmo delle percussioni che scandisce il battito del proprio cuore, delle luci che accecano, della musica che scuote i sensi indolenziti dal freddo notturno.

Ci si innamora dei propri demoni che si risvegliano e fuoriescono da vecchie cicatrici cucite e curate con tanta fatica; cicatrici lacerate da strofe taglienti e violente. Ma noi ce ne innamoriamo comunque perché quelle stesse strofe esorcizzano il dolore e lo trasformano in poesia, in qualcosa che ci fa sentire vivi.

E’ quando si va a un concerto che si apprezza davvero un artista, che suda e si scatena a petto nudo, con il cuore a vista che batte e sprigiona energia, che nel freddo vento di Aprile trasmette calore al pubblico. I Sick Tamburo fanno questo effetto, sono l’alcol che disinfetta l’anima, bruciano ma alleviano, sono lo schiaffo che ti fa tornare in te. Chi ieri sera era sotto il palco del Deja vù di Sant’Egidio alla Vibrata (TE) può capire di cosa sto parlando.

“Poche ore assieme a te e una notte di tormento. Poche ore assieme a te e la notte poi mi pento.”

Andare ai concerti è come quando ci si innamora: una manciata di ore di emozioni forti e pure e poi il tomento che ti assale nel momento in cui gli amplificatori e le luci si spengono. Ma quando tutto finisce, quando arriva la notte, non ci si pente mai.

Un evento come quello del Deja vù, Aspettando il 1° Maggio, con in programma altri grandi nomi della scena musicale italiana quali Ex Otago, Gazebo Penguins e i Pupazzi, è il segno che ci sono ancora persone che mettono anima e corpo per condividere la buona musica e dare la possibilità di dare spazio a gruppi locali come i Dianime e gli Allarme che hanno aperto agli immensi Sick Tamburo e l’hanno fatto con grinta e passione. Come si può rimanere a casa quando ci sono eventi così?

Ps. Vorrei avere anche solo la metà della grinta che ha la batterista degli Allarme. Tanta stima.

Sincerely,

Aria – Staradio