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Come un caminetto acceso nelle più fredde giornate di dicembre, la routine quotidiana ci coccola e ci protegge dalla fredda neve che, nel frattempo, guardiamo scendere dai vetri appannati della finestra, comodamente seduti, magari sorseggiando un tè caldo. È la sicurezza di sapere che domani qualcosa potrà succedere, ma cadrà entro i limiti di ciò che ci eravamo immaginati, ciò che avevamo già pianificato, e farà abbastanza rumore che ce ne renderemo conto e reagiremo in tempo per non trasformarlo in qualcosa più grande delle nostre previsioni.
Ma poi un giorno ci svegliamo, indossiamo le nostre comode pantofole invernali, andiamo ad accendere il camino e con il nostro solito tè caldo nella tazza, ci avviciniamo alla finestra per vedere quanta altra neve sia caduta. Ma, questa volta, a cadere è stato un asteroide e con lui tutte le nostre certezze. Non ce ne siamo accorti perché, come direbbe un famoso Lucio, come (quel)la neve non fa rumore. Ed è troppo tardi per rimediare: ha già distrutto il nostro giardino e creato in noi una voragine abbastanza grande da paralizzare ogni nostro istinto a reagire.
Ma non c’è altra soluzione. Ciò che ci sconvolge deve trasformarsi nella spinta ad abbandonare le nostre calde pantofole e con loro tutte le certezze nascoste nelle tasche, ad allacciare un altro paio di scarpe comode che ci accompagneranno nel lungo cammino in cui cercheremo di ricostruire, pezzo dopo pezzo, la nostra vita. È un cammino in cui rivedremo i volti dei nostri amici che prosciugano col sole, in cui cancelleremo quei pensieri che ci facevano rimanere con i piedi saldi a terra e con la paura di guardare al cielo.
Ma forse riusciamo a osservarlo meglio solo quando siamo distesi sul fondo del bicchiere, magari con la pancia piena degli avanzi di Natale che ci hanno procurato. Perché ogni stella cadente che attraversa quel cielo, è un piccolo frammento di asteroide. Ogni desiderio espresso riempirà quella voragine che custodiamo segreta nel nostro piccolo giardino.

Il quotidiano uccide.

Monica

Pic Gianluca David

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