Degli Anna Ox vi abbiamo già parlato: li abbiamo visti un paio di volte dal vivo (Off Bologna e al Labàs Occupato) e qualche mese fa li abbiamo anche intervistati. Tendenzialmente fanno post-rock, ma se ascoltate il loro album di esordio Back Air Falcon Dive vi accorgete che la loro musica racconta un mondo. Entrare in un mondo senza parole è possibile, certo, ma non facilissimo. Abbiamo chiesto una mano agli Anna Ox stessi, che ci hanno offerto le chiavi per entrare nel loro universo attraverso questo track by track.

Se non volete perdervi il privilegio di vedere gli Anna Ox dal vivo vi consigliamo di andare a Umbertide sabato 20 luglio per l’Italian Party di To Lose La Track, ovvero una delle cose più emozionanti della musica del centro Italia. Ah, intanto è anche uscito il videoclip di Lady Isabel, secondo singolo estratto da Back Air Falcon Dive.

FUCSITE

“Fucsite” è un pezzo su cui si è già scritto molto ed ovviamente ne siamo felici. Il merito va in piccola percentuale al brano in sé è in larga alla bomba di featuring che ci ha regalato quel genio di Adam Vida. Adam è un rapper americano, mamma italoamericana e babbo senegalese. Il mix interculturale ha generato una persona aperta, solare e curiosissima e, più di tutto, un artista stellare. È appena uscita una pubblicità di Adidas con un suo brano tanto per fare un esempio e fra poco un disco pieno di feat. con rapper top, con cui è sicuro fa il botto definitivo e ci mancherebbe altro. Esiste un video di questo brano e vale la pena darci un’ascoltata.

BASE1

“Base1” nasce da un loop pazzo al basso di Guido, che aveva registrato una roba storta con mille pedali che sembrava un barrito sintetico e ritmico. Su quello abbiamo ragionato per contrasto con chitarrini alti e sottili. La struttura che è venuta fuori è molto sexy, fluida e, a mio avviso, quando apre apre come dio comanda. A giochi fatti ne eravamo entusiasti, con buona pace dello stesso creatore Guido, che invece lo voleva fuori dal disco.

JJUNGLE

Anche “JJUNGLE” parte con un loop di Guido che abbiamo arrangiato un po’ alla stessa maniera di “Base1”, almeno inizialmente. Sul rit poi ai tempi eravamo in fissa con certi Deafheaven, i quali si son quindi palesati violentemente su una parte ritmica che è in 5 ma suonata dalla batta in 3 (echissenefrega). Sotto Pietro ci ha lavorato (a suo malincuore) seguendo delle reminiscenze di Oneothrix Point Never, che è un artista che a lui non fa impazzire, ma a me, Guido e Giova sì e ovviamente abbiamo ragione noi ed infatti il pezzo è venuto fuori al fulmicotone. Dal vivo è uno dei più osannati dalle folle.

GUILE

Dovete sapere che il bel brano “Guile” in origine si chiamava “Guidohohoh” e questo la dice già lunga sulla sua genesi. Il riff era quasi black e molto divertente, mantiene per tutta la sua durata un bel piglio e un’aria scanzonata. Il finale l’ha creato così Pietro in seguito a una super intuizione dance che ci ha aperto la testa, perché noi altri 3 non ci saremmo mai arrivati ad essere così simpatici. Il nome “Guile” è stato scelto per assonanza con il nome Guido (bassista della band, ndr) ed inoltre perché è il personaggio di Street Fighter che lo stesso GUIDO sceglie spesso e volentieri per farsi menare.

Y(S)L

“Y(S)L” deriva da un vecchio mio riff che in origine (eravamo giovani) era molto più veloce e metal. Il ritornello mi era sempre piaciuto molto e abbiamo quindi provato a rallentarlo e a dilatarlo. La batta elettronica super evocativa ha fatto il resto. A me ricorda una colonna sonora tipo Twin Peaks e dal vivo mi emoziono molto a suonarlo. Il nome, Young Link, deriva dal personaggio di Meele che lo stesso Ale (Io) sceglie spesso e volentieri per farsi menare. La S sta per “Signorino”. 

JEAN VALJEAN

No, “Jean Valjean” non è dedicata al personaggio (figo) de “I Miserabili”, ma a quel figo del mio gatto sciancato. Avevo sto riff che “cantava” proprio bene derivante dalla mia (e di Giova) fotta disumana per i Mogwai. L’ispirazione è quella e non è neanche tanto ben nascosta. È il pezzo che più di tutti ha mantenuto arrangiamento e suoni canonici perché ci è sembrato giusto così.

LADY ISABEL

Il riff portante di “Lady Isabel”, quello di basso di Guido che arriva dopo l’intro, è la storia della nostra band come musicisti. Siamo cresciuti provando a metterlo in un brano per tanti anni e alla fine ce l’abbiamo fatta, proprio quando eravamo sul punto di mollarlo. La chiave di lettura è Blanck Mass e la parte centrale con quei suoni pulsanti e pieni è un bell’omaggio a quel disco incredibile che è “World Eater”. Sull’outro chiudiamo i concerti e, il più delle volte, pure gli occhi.

Grazie agli Anna Ox e a UnoMundo – Ufficio Stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *